L’endodonzia è la branca dell’odontoiatria che si occupa dell’endodonto, ovvero la parte interna del dente.

Vediamo a cosa serve e in cosa consiste.
Che cosa vuol dire endodonzia?
Parlare di endodonzia significa parlare di un trattamento, in altri termini un intervento, di tipo ambulatoriale.
Un intervento che diviene obbligatorio nel momento in cui la polpa del dente si ritrova ad essere infetta oppure infiammata per diverse ragioni: una carie particolarmente profonda, un trauma, la conseguenza di precedenti interventi su uno specifico dente.
La polpa del dente è un tipo di tessuto estremamente complesso, e risulta essere composto da vene, arterie, tessuto o cellule connettivali, e infine terminazioni nervose. In un paziente adulto, la polpa è all’interno della cosiddetta camera pulpare, e anche all’interno dei canali radicolari. Nei casi in cui il paziente sviluppa una sensibilità al freddo, ad esempio, questa sensibilità si manifesta proprio grazie alla polpa.
La causa più frequente per la quale la polpa dentaria entra in sofferenza è la carie. Quando questa si estende in modo significativo, ecco che i batteri possono danneggiare la polpa. È proprio in questa fase che diventa possibile intervenire con un approccio conservativo, in modo tale da non procedere con l’estrazione del dente interessato.
La terapia che permette questo trattamento è proprio quella endodontica e generalmente consta di 4 fasi.
- apertura della camera pulpare: dopo aver anestetizzato il dente, e averlo isolato dal cavo orale con la diga di gomma, il dentista pratica un’apertura attraverso la corona del dente per avere accesso alla polpa del dente
- rimozione della polpa infetta: grazie a speciali strumenti l’endodonzista rimuove la polpa fino alle radici, deterge la parte interna del dente con soluzioni disinfettanti; e sagoma o rimodella le radici per fare posto ai materiali che servono per l’otturazione
- otturazione dei canali radicolari: una volta che il dente è pulito, si procede a riempire i canali radicolari con un materiale termoplastico, di solito la guttaperca, atto a evitare infezioni o contaminazioni
- ricostruzione del dente: l’ultima azione è quella di sigillare, ovvero richiudere la camera pulpare, attraverso un cemento canalare che diventa duro grazie agli stimoli termici.
A seguire una sequenza di una Terapia Canalare eseguita in Studio su di un Nostro Paziente.





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